martedì 27 maggio 2014

Hasta siempre Sup


Non so come ti chiami, qual'è il tuo volto, che ci hai sempre mostrato dietro un passamontagna nero sdrucito. Quello stesso passamontagna che ho incontrato in Chiapas, in un municipio insurgente, e ad Oventic assieme a Ya Basta, - volti immaginari di donne, uomini, giovani zapatisti, soldati di un esercito di straccioni, con armi improbabili, ma lo sguardo fiero, occhi profondi, radici nella loro storia di popoli indigeni, e nel futuro di liberazione. Non so cosa farai ora che tu - Subcomandante Marcos - hai annunciato la poesia della tua sparizione. “El pueblo manda el EZLN obedece” il popolo comanda e tu segui quello che decide il popolo - Ci hai abituato ai paradossi, al “camminare domandando” , da una prospettiva postcoloniale, rivedere il potere, rielaborarlo, decodificarlo. Esercitarlo collettivamente, attraverso forme inedite di partecipazione dal basso. Tu, al servizio di un esercito immaginario e reale, oggi come non mai espressione della rivendicazione di dignità di un popolo, ultimo degli ultimi, in una terra martoriata dall'esclusione, dal paramilitarismo, sfruttamento di risorse naturali, narcotraffico. Il Chiapas del Messico di oggi. Un paese in decomposizione, afflitto da un conflitto interno ormai da anni, con il suo bilancio di morte e dolore. Lì proprio in Chiapas gli ultimi della storia resistono, Alla vostra maniera, tu hai resistito con loro, la tua pipa in bocca, ora con una bizzarra benda da pirata. Un linguaggio ed una comunicazione dell'assurdo, del paradosso. Un misto inedito tra mistica maya e filosofia zen. Sognatori con i piedi per terra, che praticano l'autogestione e la costruzione di comunità degne. Nel Messico della violenza di stato e dei narcos , la vostra storia è storia di resistenza e dignità. Ricordo ancora gli occhi brillanti di Gustavo Esteva, incontrato qualche mese fa a Roma al Valle, che ci raccontava il nuovo corso zapatista, l'ascesa di nuove generazioni di leader diffusi, giovani, alcuni quasi adolescenti. Un nuovo corso, che tu hai voluto suggellare con umiltà e coraggio alla tua maniera nella consapevolezza di aver esaurito il tuo compito, con una forza e senso del servizio e di generosità al quale la politica della modernità non è usa. Nessuna rottamazione. E noi, ti ringraziamo anche per questo, noi forse troppo spesso innamorati delle rivoluzioni altrui, nella fatica di poter costruire le nostre, vi abbiamo seguito, cercato di trarre ispirazione per nuove pratiche, per la messa in discussione del potere non solo esterno, ma anche nelle relazioni tra compagni e compagne di strada. Nell'ostinata resistenza al neoliberismo, il servizio del bene comune e per la costruzione di un'altraeconomia di giustizia. Hasta pronto Subcomandante.  

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